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Venere | Viaggio di un’icona senza tempo

Domina da sempre l’immaginario collettivo come icona di Bellezza assoluta, nata in un tempo in cui il termine “icona” era scevro da ogni significato.

Venere per i romani, Afrodite per i greci, è una delle dee più conosciute, simbolo dell’amore e della bellezza, nonchè della fertilità. 

Venere di Willendorf  (ca 23.000-19.000 a.C.)
Venere di Willendorf (ca 23.000-19.000 a.C.)

E’ proprio la fertilità il segno distintivo della prima tra le rappresentazioni di Venere, la così chiamata ‘Venere di Willendorf‘ dal nome del luogo in cui fu ritrovata. Una statuetta in pietra calcarea, appartenente a quelle che furono le ‘Veneri paleolitiche’.

Ventiduemila anni dopo, Venere è ancora una statua, ma cambia in ogni fattezza.

Alessandro di Antiochia, 'Venere di Milo' (130 a.C.)
Alessandro di Antiochia, ‘Venere di Milo’ (130 a.C.)

La dea riassume in sè l’idea di bello, coniugandolo secondo i gusti estetici di ogni epoca; scoperta solo a metà, la celebre ‘Venere di Milo‘ non è più l’icona della fertilità, ma quella della bellezza: ogni dettaglio del corpo risponde ad un preciso calcolo, ad un rapporto tra dimensioni. La bellezza della perfezione.

La stessa Bellezza sopravvive ai secoli, viaggiando dalla Grecia fino all’Italia. E’ il 1482 quando Sandro Botticelli immagina la ‘Nascita di Venere‘ e ne fa un’opera d’arte.

Nascita di Venere di Sandro Botticelli
Sandro Botticelli, ‘Nascita di Venere’ (1482-1485).

Così Venere resiste allo scorrere del tempo: la bellezza eterna rimane tale, rispondendo alle esigenze dei Tempi e dell’Estetica. La dea della bellezza da incisione si fa statua, da pittura si fa stampa serigrafica.

Tomoko Nagao, The Birth of Venus
Tomoko Nagao, The Birth of Venus (2016). Disponibile alla galleria Deodato Arte.

L’icona senza tempo rimane un riferimento per l’Arte anche nelle sue correnti più moderne e contemporanee; se Tomoko Nagao colloca ‘La nascita di Venere‘ in un contesto di modernità, fatto di brand e packaging, 30 anni prima Andy Warhol, leader della PopArt, rielabora la stessa scena giocando con il colore della stampa.

Andy Warhol, 'Birth of Venus' (1984)
Andy Warhol, ‘Birth of Venus’ (1984).

Anche la moderna Arte scultorea non dimentica la dea greca. Ecco che la ‘Venere di Milo’ incontra il laboratorio di Andy FluOn e diventa ‘Pop Venus‘.

Andy FluOn, 'Pop Venus' (2012)
Andy FluOn, ‘Pop Venus’ (2012)

Il viaggio della Venere attraverso i tempi dell’Arte finisce poi, con le stesse linee e forme dolci dell’età preistorica, in un corpo modellato dalla fertilità. Un vivace ritorno alle origini, un’esplosione di colori con una forma semplice, come il suo titolo: ‘Venus‘.

Arnaud & Adeline Nazare-Aga, 'Venus' (2015)
Arnaud & Adeline Nazare-Aga, ‘Venus’ (2015). Serie disponibile presso la galleria Deodato Arte.

Se anche per te Venere è un’affascinante icona, qui puoi trovarne un’altra rivisitazione ad opera di Tomoko Nagao.

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