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Alighiero Boetti, Dimenticato a Memoria

Agnetti Il libro dimenticato a memoria 1969

Dimenticare. Questa è una delle più grandi paure dell’uomo. Da sempre si cerca di trovare un modo per ricordare e farsi ricordare pur sapendo che la memoria è limitata. Per questo esiste la storia che si racconta sotto forma di testimonianza scritta e l’arte che lo fa attraverso le immagini. Colui che è riuscito ad unire testo scritto e immagine visiva è Alighiero Boetti , artista che nel 1969 crea la prima versione del libro Dimenticato a Memoria. Il libro, un grande volume (50x70cm), non racchiude niente al suo interno se non il significato stesso della mancanza, o meglio la dimenticanza.

Alighiero Boetti - Dimenticato a Memoria
Alighiero Boetti – Dimenticato a Memoria

Le pagine del libro si presentano ritagliate come a voler incorniciare il vuoto. Proprio quest’opera di Boetti oggi più che mai significativa nel suo voler ricordare la non linearità del tempo e il rischio della dimenticanza, ha trovato un ampio successo nella mostra del 2017 a Palazzo Reale a cura di Marco Meneguzzo. La mostra ha infatti dato spazio alle opere concettuali degli ultimi anni della vita dell’artista, evidenziando la sua ricerca personale tra parola e pensiero.

Alighiero Boetti, Moma di New York

Moma di New York- Retrospettiva Game plan

Qualche anno prima, nel 2012, le opere di Boetti vengono esposte al Moma di New York a cura di Christian Rattemeyer. La retrospettiva Game Plan , organizzata in collaborazione con il Museo Reina Sofía di Madrid e la Tate Modern di Londra, è stata la più grande presentazione fuori dall’Italia delle opere di Boetti. La mostra ha evidenziato e proclamato la figura di Boetti come massimo esponente del movimento dell’Arte Povera . La mostra ha riunito molte delle opere legate al viaggio, alla geografia e alla mappatura, una testimonianza dei lunghi viaggi dell’artista in Afghanistan dove aprì a Kabul un albergo dal nome One Hotel.

 

 

 

Mappa, Alighiero Boetti

Frutto di questi viaggi fu la serie di opere: Mappe , oggi osservabile al museo d’arte contemporanea del Castello di Rivoli , dove Boetti raccoglie tutta la sua internazionalità. Per la realizzazione della serie Boetti commissiona alle donne afgane la manifattura dei pezzi. Le opere disegnate dall’artista vengono ricamate da loro secondo la tradizione locale. Sempre con l’aiuto delle donne Afgane Boetti nel 1988 realizza anche la serie di arazzi dal nome: Tutto .

Alighiero Boetti - Mappe
Alighiero Boetti – Mappe

“Il lavoro della Mappa ricamata è per me il massimo della bellezza. Per quel lavoro io non ho fatto niente, non ho scelto niente, nel senso che: il mondo è fatto com’è e non l’ho disegnato io, le bandiere sono che sono e non le ho disegnato io, insomma non ho fatto niente assolutamente; quando emerge l’idea base, il concetto, tutto il resto non è da scegliere ”.

L’artista era solito coinvolgere nella realizzazione delle sue opere altre persone. Il suo obbiettivo era appunto quello di mettere in discussione il ruolo tradizionale dell’artista, interrogando i progetti di serialità, ripetitività e paternità delle opere d’arte.

Quotazioni Alighiero Boetti

Ad oggi le opere più costose di Alighiero Boetti sono proprio quelle di grandi dimensioni che raffigurano le famose “Mappe” o “Tutto” . Infatti le quotazioni di queste opere possono partire da 500.000 euro fino ad arrivare a 2.000.000 di euro.

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