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Giacomo Balla, Pittore di velocità

Giacomo Balla - Espansione dinamica + velocità, 1913

Correre, veloce. Questo era il motto dei futuristi in un periodo storico osservabile oggi come la scintilla della frenetica contemporaneità. Quale artista se non Giacomo Balla si può definire pittore di energia. Già nel primo decennio del 1900 si concentra sulla rappresentazione del movimento sulla tela, ma per riuscire ad emergere nel 1913 annienta il figurativismo della propria arte mettendo all’asta tutte le sue opere e annunciando: “Balla è morto”. Con l’eliminazione della rappresentazione figurativa si aprono le porte ad una forma d’arte dinamica, creativa, nuova; che prende forma nell’emblematica opera di Giacomo Balla: Bambina che corre sul balcone. In quest’opera Balla scompone la corsa del soggetto rappresentandola attraverso una serie di immagini in sequenza. L’obiettivo dell’artista era quello di rendere visibili i frame che compongono l’immagine, catturare il movimento.

Giacomo Balla, Bambina che corre sul balcone,1912
Giacomo Balla, Bambina che corre sul balcone,1912

Giacomo Balla, arte e regime

Se è vero che gli artisti subiscono e creano, sotto forma di immagine, la percezione che la popolazione ha della contemporaneità; Giacomo Balla ne rappresenta l’esempio principe. Durante il ventennio fascista l’influenza e il fascino esercitato da Benito Mussolini su una parte della popolazione, colpisce anche il mondo dell’arte e in particolare Giacomo Balla che abbandona la sua ricerca artistica per fare un passo indietro verso la rappresentazione figurativa, da lui ben sperimentata sul finire del 1800.

A causa della sua devozione per il regime la sua arte subisce un freno creativo ponendosi al servizio della rappresentazione propagandistica, come si può vedere nell’opera Marcia su Roma, oggi esposta alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli a Torino. Nonostante durante il regime fascista Giacomo Balla si sia concentrato su un tipo di espressione artistica priva di sperimentazione; l’arte di Balla rimane di un’eccellenza rara portando l’osservatore a rimanere catturato davanti alle sue opere.

Giacomo Balla, Pittore italiano al MOMA di New York

Dinamismo di un cane al guinzaglio, Giacomo Balla,1912
Giacomo Balla – Dinamismo di un cane al guinzaglio,1912

Nel secondo dopoguerra Balla riscuote grande interesse da parte del panorama internazionale, che vede nelle sue opere di inizio ‘900 un’innovazione in grado definire un vero e proprio movimento artistico. Nel 1949 alcune tra le opere futuriste di Giacomo Balla più famose come il dipinto Dinamismo di una cane al guinzaglio, del 1912, vengono esposte alla mostra: Twentieth-Century Italian Art al MoMa di New York.

Twentieth-Century Italian Art al MoMa di New York 1949

La mostra è stata la prima grande occasione per il pubblico americano di osservare gli artisti e l’arte italiana del secondo dopoguerra. La mostra ha portato alla creazione di un’ampia e importante collezione d’arte italiana del Novecento all’interno delle collezioni del MoMA e la crescita esponenziale di interesse del mercato dell’arte italiana negli USA; portando così diverse gallerie commerciali di New York a sostenere gli artisti italiani.

Si può quindi dire che il ruolo di Giacomo Balla all’interno della storia dell’arte sia proprio quello di essere stato un futurista; ovvero un individuo in grado di trasformare le proprie idee in forma artistica, la quale oggi ci giunge come rappresentazione del nostro presente.

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