Macchiaioli

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Deodato Arte da sempre è appassionata della tradizione italiana dei macchiaioli, questo comporta una buona offerta di tali artisti già con Giovanni Fattori di cui disponiamo una eccezionale collezione di acqueforti delle tirature del centenario dalla anscita, del cinquantenario della morte e della tiratura Vallerini del 1970.

Sono presenti numerose opere del discepolo universale di Fattori, ovvero Giovanni Malesci, sul sito potete visitare solo una parte della copiosa collezione che abbiamo raccolto, sul sito trovate ciò che è immediatamente disponibile per la vendita.

La tradizione dei macchiaioli continua con Renato Natali, in galleria si trovano sia disegno che opere ad olio.

La collezione si spinge fino ad artisti ancora viventi del gruppo labronico ove spicca fra tutti Antonio Sbrana di cui disponiamo una grande varietà di opere e formati.

Ma la lista è davvero lunga e vi invitiamo a scorrere il menù il alto per l’elenco completo degli artisti e delle opere!

Il portale di www.giovannifattori.com

Deodato Arte è un cofinanziatore del portale più completo in internet sul grande macchiaiolo Giovanni Fattori, punto di riferimento per chi vuole informazioni, ha opere da proporre o per i collezionisti in genere.

 

Alcuni riferimenti

“Solo dopo i moti del 1848, il pubblico si mostra pronto ad accettare l’immagine della realtà. L’attualità entra in scena soprattutto grazie agli artisti toscani e lombardi che partecipano in prima persona alle guerre di indipendenza e addirittura all’impresa dei Mille di Garibaldi. All’illustrazione dei fatti di cronaca risale la nascita del grupppo dei macchiaioli, attivi tra Firenze e la Maremma. Giovanni Fattori è il caposcuola: nelle scene di battaglia non illustra l’episodio eroico ma la confusione e la fatica dei soldati anonimi, delle truppe di retroguardia; più tardi, ispirandosi alla campagna tirrenica assolata e solitaria, mostra con schiettezza e partecipazione il lavoro dei contadini.”(tratto dal “Grande Atlante della Pittura” Ed. Electa p. 270)
“Macchiaioli vennero definiti alcuni giovani artisti che a Firenze, nel 1860, avevano elaborato un metodo per risolvere la composizione pittorica secondo una concezione formale basata sul rapporto dei colori, esaltati dai contrasti di luce ed ombra. La “macchia” altro non era se non la netta e essenziale porzione di colore, che, convenientemente accostata, consentiva loro di tradurre in immagini del tutto nuove il mondo del quotidianoFurono i macchiaioli medesimi i primi a scrivere della “macchia” e dei valori formali ed etici connessi a questa nell’ambito della cultura toscana all’indomani della Unità di Italia.”(tratto da “I Macchiaioli – Ed. Giunti p.10)
Il fervore patriottico che aveva animato gli artisti macchiaioli tr ail 1859 e il 1860 è deluso dall’assetto politico della nuova Italia unita, anche perchè rimane aperta la ferita del Veneto, del Trentino e di Roma non ancora liberati.[…]In quegli anni tutta la “passione, entusiasmo, attività febbrile” dei nostri artisti si riversa e si esprime in sedi decentrate rispetto a Firenze: il litorale di Castiglioncello, dove Diego Martelli aveva ereditato una tenuta e dove ospiterà per lunghi periodi i suoi amici artisti -luogo di incanto per l’intesità delle luci e la purezza dell’orizzonte, ma anche per il fascinoselvaggio dell’entroterra maremmano -; ma vi è anche una meta molto più vicina a Firenze, il sobborgo di Piagentina.[…]La presenza di Silvestro Lega attirerà altri pittori del gruppo tanto che si formerà un vero e proprio cenacolo intento a ragionare di ombre, di luce, di colore, ma anche di relazioni con la vita politica, sociale, intima, da cui l’arte non deve essere disgiunta.” (tratto da “Romantici e Macchiaioli” – Ed. Skira (che accompagna la Mostra omonima a Genova, palazzo ducale, fino al 5 marzo 2006)