Si chiama Cover Art, ed è letteralmente “l’Arte delle Copertine”. La sua origine risale alla fine degli anni ’50, quando i Beatles affidarono la copertina dell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band all’artista di Pop Art Peter Blake: per la prima volta, un oggetto comune come un booklet diventava occasione per un’opera d’arte. Da allora, ogni disco ha dato la possibilità ad artisti e fotografi di dare la loro versione artistica delle più belle e famose raccolte musicali.

Ecco quindi di seguito alcuni esempi di Cover Art, dagli anni 50 ad oggi; un viaggio nella musica attraverso l’arte, e viceversa. La prima è sicuramente la più inaspettata…

Salvador Dalì – Lonesome Echo

"Lonesome Echo", Jackie Gleason, 1955.

“Lonesome Echo”, Jackie Gleason, 1955.

Ritrovare in Salvador Dalí un autore di Cover Album è infatti una sorpresa per tutti; in realtà, fu proprio l’artista spagnolo a realizzarla, in nome dell’amicizia che lo legava al compositore Jackie Gleason.

Lo stesso Dalì ha descritto questa particolare opera dicendo: «Il primo effetto è di pena, di spazio, di solitudine. In secondo luogo, la fragilità delle ali di una farfalla, che proiettano una lunga ombra da tardo pomeriggio. Questa fragilità risuona nel paesaggio come una eco. L’elemento femmineo, distante e isolato, forma un triangolo perfetto con lo strumento musicale e la sua altra eco, la conchiglia».

Andy Warhol – The Velvet Underground and Nico

"The Velvet Underground and Nico", The Velvet Underground, 1967.

“The Velvet Underground and Nico”, The Velvet Underground, 1967.

Esempio più celebre di Cover Art è la famosissima “banana” di Andy Warhol, il quale non solo immaginò appunto la copertina dell’album The Velvet Underground & Nico creando questo capolavoro, ma fu anche produttore dello stesso album. Fu Andy Warhol, infatti, a proporre la collaborazione tra il gruppo The Velvet Underground e la cantante tedesca Nico, collaborazione che diede origine a questo album storico.

Indicata dalla rivista Rolling Stone come una tra le dieci migliori copertine della storia, l’opera di Warhol ha reso l’album talmente celebre da essere soprannominato “banana album”.

Andy Warhol – Sticky Fingers

“Sticky Fingers”, The Rolling Stones, 1971; disponibile presso la Galleria Deodato Arte.

Il “banana album” fu solo una delle Cover Art che Andy Warhol realizzò all’interno del proprio percorso artistico: nel 1971 venne pubblicato “Sticky Fingers ”, undicesimo album dei Rolling Stones, che scalò subito tutte le classifiche con una scelta grafica firmata proprio dall’artista Pop. La copertina provocatoria introduceva perfettamente la musica aggressiva e rock and roll del gruppo; la provocatorietà fu però notata non solo dagli amanti del Rock and Roll, ma anche da alcuni oppositori di un’eccessiva libertà: “Sticky Fingers” fu così censurata da diversi Stati poichè ritenuta troppo scandalosa.

Keith Haring – Without you

"Without you", David Bowie, 1983.

“Without you”, David Bowie, 1983.

“Without you” fu la quarta traccia dell’album “Let’s Dance”, ed uscì nella versione 45 giri con una copertina appositamente creata da Keith Haring. Come Warhol, anche Haring entrò spesso in contatto con il mondo della musica, disegnando copertine per gli artisti più diversi (uno tra tutti, RUN DMC).

Soggetti di questa Cover Art sono i personaggi radioattivi che capeggiano uno sfondo vivace, gli stessi personaggi che ritroveremo due anni dopo sulla cover Someone Like You della superstar dell’artista Sylvester.

Banksy – Think Thank

"Think Thank", Blur, 2003.

“Think Thank”, Blur, 2003.

Banksy, che solitamente mantiene le distanze dai lavori più commerciali e su richiesta, stupì tutti i suoi fan quando nel 2003 si prestò alla creazione di “Think Thank”, settimo album del gruppo inglese dei Blur. Da questo lavoro nacquero diverse stencil-art a sfondo romantico, diverse dall’usuale produzione di Banksy; uno strappo alla regola che i suoi fan apprezzano tutt’oggi.

Takashi Murakami – Graduation

"Graduation", Kanye West, 2007

“Graduation”, Kanye West, 2007.

La copertina di Graduation nasce invece dall’incontro tra due icone della cultura contemporanea: Kanye West per la musica e Takashi Murakami per l’arte, definito da molti “Il nuovo Warhol”. Personaggio della copertina è Dropout Bear, la versione cartoon di West che Murakami immaginò come orsacchiotto antropomorfizzato. “Realizzarla fu molto difficile – ha dichiarato lo stesso Murakami – Kanye ogni giorno aveva nuove idee, voleva sempre cambiare, cambiare, cambiare. Per fortuna, siamo ancora amici..”

Mr. Brainwash – Celebration

"Celebration", Madonna, 2009

“Celebration”, Madonna, 2009.

La copertina di “Celebration”, raccolta dei migliori successi di Madonna dal 1982, viene affidata allo street artist Mr. Brainwash, allora sconosciuto ai più: proprio questo lavoro rese celebre Thierry Guetta, l’uomo che si cela dietro lo pseudonimo di Mr. Brainwash. Una delle più grandi icone del Pop moderno incontra l’arte di uno dei più bravi street artist: nasce così un pezzo unico. 

Jeff Koons – Artpop

"Artpop", Lady Gaga, 2013.

“Artpop”, Lady Gaga, 2013.

Sullo sfondo Botticelliano della Nascita di Venere, Lady Gaga sembra portare alla luce una sfera blu. Dietro quest’immagine c’è il lavoro di un altro grande artista contemporaneo, nonchè icona neo-pop: Jeff Koons.

Koons e Lady Gaga, che diverse volte hanno collaborato l’uno con l’altra, creano così una copertina Pop indimenticabile; il ringraziamento della cantante arriva non solo attraverso i credits, ma anche con la canzone “Applause”, in cui canta “One second I’m a Koons, then suddenly the Koons is me”.

 

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