E’ il 2007, e in America sono in corso le campagne politiche per le elezioni del novembre dell’anno successivo. I due principali sfidanti sono due: il repubblicano John McCain e il Democratico Barak Obama.

Il paese è diviso, ma tra gli elettori sono in tantissimi ad amare Obama, che potrebbe così diventare il primo afroamericano a ricoprire la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America. Tra i sostenitori di Obama ci sono anche tanti vip e artisti, tra cui uno in particolare, che contribuirà a rendere memorabile l’elezione del 2008: OBEY.

E’ proprio lui infatti a creare l’immagine più iconica di quella campagna politica, il celeberrimo manifesto “Hope”, definito “la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam”.

Il manifesto, fresco ed immediato, nacque da una rielaborazione i quadricromia (nero, rosso, panna e azzurro) di una fotografia che nel 2006 Mannie Garcia aveva scattato per The Associated Press.

Mannie Garcia for The Associated Press, 2006

Mannie Garcia for The Associated Press, 2006

Obey volle ispirarsi ad un ritratto di John Kennedy, per la sicurezza e la fermezza che quella fotografia aveva saputo trasmettere al pubblico americano. Nacque così HOPE.

FILE - In this Jan. 12, 2009 file photo, Los Angeles street artist Shepard Fairey poses for a picture with his Barack Obama Hope artwork in the Echo Park area of Los Angeles. The Associated Press and Fairey announced Wednesday, Jan. 12, 2011, that they have agreed to settle their copyright infringement claims against each other and will work together again in projects that use the news agency's pictures. (AP Photo/Damian Dovarganes, File)

AP Photo/Damian Dovarganes, File

Il comitato elettorale di Obama non ufficializzò mai la collaborazione con Obey, probabilmente perché i manifesti venivano affissi illegalmente nel rispetto dei principi della streetart, ma il presidente, una volta eletto, inviò una lettera all’artista per ringraziarlo: “Ho il privilegio di essere parte della tua opera d’arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno”.

La diffusione di quest’opera fu enorme: nell’ottobre 2008, ad un mese dall’elezione finale, si contarono 300’000 poster e 1’000’000 di adesivi venduti!

“Hope” fu una delle innumerevoli, meravigliose opere che Obey creò, durante il suo percorso artistico, con un forte significato politico e ideologico, come in “Immigration Reforms Now – We Are Human“.

Immigration reform now, Obey, serigrafia firmata e numerata, disponibile alla Galleria Deodato Arte.

Immigration reform now, Obey, serigrafia firmata e numerata, disponibile alla Galleria Deodato Arte.

Obey rimane così non solo un grande street artist, ma anche un influente uomo dai forti ideali, che non teme di esporsi e prendere posizione all’interno del mondo dell’Arte Contemporanea.

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