De Flora Cristina

Cristina De Flora nasce nel 1968 e fin dalla tenera età dimostra la sua passione per il disegno e per l’arte, respirata nella propria casa attraverso l’influenza di una zia creativa, restauratrice, molto brava a dipingere, e le opere di Giovanni Ardy, pittore simbolista e prozio del padre.
Cristina è convinta che, soprattutto i dipinti e le pubblicità di Giovanni Ardy abbiano determinato il suo amore per questo tipo di soggetti, spingendola a rivisitarli in chiave moderna, attraverso uno stile personale.
Frequenta il Liceo Artistico, dove i suoi professori, preparati e coinvolgenti, contribuiscono ad accrescere il suo amore per l’arte, il disegno ed il colore. Successivamente all’anno integrativo si iscrive a lettere moderne, con indirizzo artistico. Qui, a colpirla maggiormente sono le lezioni del professore Sborgi, con il quale approfondisce lo studio di Giovanni Ardy e dei simbolisti, unitamente alla grafica pubblicitaria dei primi anni del Novecento. Questo tipo di illustrazione, che sente particolarmente vicino al suo modo di dipingere ed alla sua sensibilità, la coinvolge fortemente.
Inizia quindi un nuovo percorso artistico, che dai manifesti scovati nei mercatini dell’antiquariato e dallo studio dei protagonisti del liberty e del simbolismo, l’ha portata, tra il 2005 e il 2009, a trascorrere cinque anni in America. Negli Stati Uniti ha così potuto vedere più da vicino ed apprezzare, in particolar modo, il lavoro del pittore ed illustratore Norman Rockwell.
Oltre alla grafica, si avvicina anche alla fotografia, passione che ha, inevitabilmente, influenzato anche il suo modo di dipingere, soprattutto in relazione alla composizione del soggetto e alla sua inquadratura. Attività utilissima, inoltre, per quanto riguarda la scelta dei soggetti, il bilanciamento dell’inquadratura e l’importanza della luce.
In seguito alla laurea, per tre anni, si occupa anche di restauro di dipinti antichi, seguendo, contemporaneamente le lezioni di pittura all’Accademia Ligustica di Belle Arti con il professore Mario Chianese. Queste lezioni sono per lei una rivelazione, contribuendo a farle capire che la pittura sarebbe stata fondamentale nella sua vita e che non avrebbe più voluto fare altro nella vita. All’Accademia dipinge nature morte e paesaggi, ma sperimenta anche nuovi soggetti. A guidare le sue scelte è il fatto che Cristina dipinge quadri che lei stessa vorrebbe nella propria casa, per questo ama sempre ogni suo soggetto. La pittura è una passione che è cresciuta con lei, coltivata nel tempo, attraverso lo studio ed il confronto con altri artisti, in continua ricerca di stimoli creativi per le sue opere.

Nel numero di novembre della rivista Motociclismo d’ Epoca, un articolo dedicato all’opera dell’artista.