Victor Vasarely

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Biografia

Victor Vasarely fu un pittore e artista ungherese. Fu uno dei fondatori del movimento artistico internazionale dell’op art. Assieme a Bridget Riley sviluppò questa corrente a partire dagli anni Sessanta e Settanta.

Vasarely nasce il 9 aprile 1906 a Pècs in Ungheria. Inizialmente si dedica agli studi di medicina. A partire dal 1927 decide di dedicarsi totalmente all’arte e si iscrive all’Accademia di Belle Arti Podolini-Wolkmann. Nel 1929 si iscrive alla scuola Műhely fondata da Sándor Bortnyik nel 1927 e definita il “Bauhaus di Budapest”. In questo periodo Vasarely viene a contatto per la prima volta con l’arte astratta, l’arte senza bisogno di forme.

Nel 1930 Victor lascia l’Ungheria e si trasferisce a Parigi che all’epoca era il fulcro dell’arte. Qui inizia a lavorare come grafico e si dedica allo studio della sua ricerca artistica.

Nel 1940 Vasarely incontra la gallerista francese Denise René, appassionata di arte cinetica. Lo stesso anno morì Paul Klee e Vasarely decide di creare alcune opere ispirandosi a questo grande artista. A partire dal 1946 cominciò ad esporre alcune sue opere presso la Galleria Denise René.

Dal 1947 Victor comincia a dedicarsi allo studio delle varie forme geometriche come il cerchio, il quadrato e il rombo.

In questi anni si trasferisce a Gordes. Questo periodo artistico viene chiamato Gordes-Cristal. In questi anni l’artista crea opere caratterizzate da forme geometriche semplici e da pochi colori come il giallo, il nero e il verde. A questo periodo appartiene il quadro Pamir del 1950. In esso si può osservare come l’artista si concentri sulle varie composizioni e sovrapposizioni di più forme geometriche per creare illusioni ottiche. Osservando le sue opere si ha sempre la percezione che esistano più piani spaziali in movimento.

A questo periodo appartiene anche il ciclo di opere Hommage à Malevič. Queste opere sono caratterizzate da composizioni realizzate da vari accostamenti di forme geometriche che ruotano attorno ad un asse.

Nel 1950 Vasarly espone alcune sue opere alla Galleria Denise René assieme a Yaacov Agam, Nicolas Schõffer, Pol Bury, Jesús Rafael Soto, Jean Tinguely, Marcel Duchamp e Alexander Calder. Questo gruppo di artisti prese il nome di Le Mouvement in relazione al senso di movimento che le varie opere comunicavano. In occasione di questa mostra Vasarely scrisse un testo chiamato Il Movimento Giallo. In esso espone tutti i suoi studi fatti finora nel campo dell’optical illusion. A queste teorie si rifanno le opere create utilizzando solo la riproduzione in serie di figure geometriche di colore bianco e nero, denominate anche op art zebra.

Nel Manifesto Giallo Vasarely si concentra anche sul concetto di Unità Plastica. Questo concetto si basa sull’unione di varie forme geometriche utilizzando colori differenti con lo scopo di creare un senso di movimento.

A partire da queste idee nel 1959 crea un alfabeto plastico che venne presentato ufficialmente nel 1963 con la serie di opere denominate “Folklore planetario”. Queste teorie si ispiravano anche in parte all’arte astratta, secondo la quale la bellezza universale fosse raggiungibile solo attraverso l’utilizzo di forme geometriche e colori. Le opere più famose di questo periodo sono CTA, Vonal e Vega.

Tra gli anni Sessanta e Settanta Vasarely prende parte a due importanti mostre. Nel 1965 partecipò alla mostra “The responsive eye” al Museum of Modern Art di New York. Nel 1967 prese parte invece alla mostra “Lumière et Mouvement” al Musée de l’Art Moderne de la Ville di Parigi.

Negli ultimi anni della sua vita Vasarely si dedicò alla fondazione di due centri. Il primo fu il Centro didattico di Gordes che venne smantellato. Il secondo invece si tratta del Centro didattico di Aix-en-Provence che esiste tutt’oggi.

Vasarely morì il 15 marzo 1997 a Parigi.

 

Quotazioni

Le opere di Victor Vasarely sono oggi esposte nei più grandi musei e collezioni internazionali.

La sua arte fu una grande innovazione nel contesto artistico degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Essa aprì la strada nel campo dell’optical art e dell’arte astratta e influenzò molti artisti successivi. Per tutti questi motivi le sue opere non solo sono conosciute in tutto il mondo ed esposte nelle più importanti mostre, ma sono molto ricercate da gallerie, musei e dai più grandi collezionisti privati.

Le opere di Victor Vasarely sono tutt’oggi battute dalle più prestigiose case d’asta internazionali.

Il record di aggiudicazione personale dell’artista si tenne il 10 febbraio 2010 da Sotheby’s a Londra. La sua opera Altaï III realizzata tra il 1955 e il 1958 fu aggiudicata per 535.236 €, triplicando la stima iniziale di 113.000-170.000 €.

 

Riepilogo
Victor Vasarely, quotazioni
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Deodato Arte