Castellani Enrico

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Biografia

Enrico Castellani nasce a Castelmassa in provincia di Rovigo nel 1930. Studiò arte a Bruxelles in Belgio e fece ritorno a Milano nel 1957. Tornato in Italia Castellani divenne ben presto un protagonista dell’arte italiana e non solo.

Nel 1959 fonda a Milano assieme a Piero Manzoni la rivista Azimuth. I due artisti assieme ad Agostino Bonalumi cominciarono a sviluppare nuove idee. Nell’ideare queste teorie essi si ispirarono al Gruppo Zero, nato a Düsseldorf in Germania. Queste teorie si incentravano sul totale azzeramento dell’arte, dei suoi canoni e delle sue tradizioni. Simbolo di questo rinnovamento furono le tele monocrome, piegate e modellate in modo tale da creare ombre a seconda della luce. Tali cambiamenti radicali furono fondamentali per l’arte astratta, non solo per quella italiana ma anche per quella internazionale. Infatti intere generazioni successive di artisti furono influenzate da queste novità. La sua arte influenzò in particolar modo Donald Judd che nel 1966 lo definì padre del minimalismo.

Se Piero Manzoni è famoso per aver utilizzato il cotone per i suoi Achromes, Castellani si basa invece sulla tela monocromatica, spesso di colore bianco.

Nel 1957 Castellani realizza l’installazione “Ambiente bianco” a Palazzo Trinci di Foligno. Si trattava di una grande stanza bianca alle cui pareti furono appese tele monocrome bianche. Le varie tele creavano vari movimenti di luci e ombre grazie ai chiodi sottostanti. Questi giochi di luce permisero all’artista di estendere la sua ricerca non solo sulla superficie ma anche nello spazio tridimensionale.

Castellani prese parte a innumerevoli mostre personali e collettive.

Nel 1964 partecipò alla Biennale di Venezia.

Nel 1965 prese parte alla collettiva “The Responsive Eye” al MoMa di New York. Nel 1970 partecipò alla collettiva “Vitalità del negativo nell’arte italiana” al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Nel 1983 sue opere furono esposte alla mostra “Arte Programmata e cinetica 1953-63” a Palazzo Reale di Milano.

Nel 1994 partecipò anche alla mostra “The Italian Metamorphosis” al Guggenheim Museum di New York.

Tra le sue esposizioni personali più recenti si ricorda quella realizzata nel 1999 nella Galleria Lia Rumma di Milano. Nel 2009 inoltre alcune sue opere furono proposte in una mostra da Haunch of Venisson a New York.

Oggi le sue opere si trovano nei più importanti musei e collezioni di tutto il mondo.

Castellani morì nel 2017 a Celleno, in provincia di Viterbo.

Le opere

Enrico Castellani è indubbiamente uno dei maggiori artisti italiani del Novecento. Egli fu attivo a partire dagli anni Sessanta, periodo pieno di cambiamenti per quanto riguarda la storia dell’arte. Assieme a Piero Manzoni e Agostino Bonalumi fu uno dei primi artisti che sostenne il concetto di azzeramento dell’arte e della sua tradizione. Sono anni di fervore artistico, in cui si sviluppa una profonda crisi negli artisti e nei vari movimenti. I classici canoni di bellezza del passato vengono totalmente azzerati. Utilizzando i tipici mezzi della pittura, come il pennello, la tela e il colore, l’arte viene ridotta ai minimi termini.

La maggior parte della produzione artistica di Castellani si fonda sulle sue superficie monocromatiche. Particolarmente famose sono le Superficie bianche, ma nel corso della sua carriera realizzò anche monocromi neri e blu.

Castellani dipingeva la tela con pennellate monocrome per poi dividerla in reticoli geometrici. Il suo scopo ero quello di rendere la tela un oggetto indiscutibile, qualcosa di non interpretabile. Qualcosa che esiste, nient’altro.

Castellani non modella o dipinge la tela secondo i suoi gusti o le sue sensazioni. Egli vuole renderla percettibile, nel modo più impersonale possibile.

L’artista adagia la tela monocroma sopra un reticolo geometrico formato da chiodi. In questo modo si crea tensione nella tela che si adagia e si piega secondo le leggi della fisica.

Quotazioni
Le opere di Castellani sono oggi fra le più ricercate e costose per quanto riguarda il periodo del Novecento italiano. Esse sono battute in tutte le grandi aste internazionali, tra le quali Sotheby’s e Christie’s.

Acquistare una sua opera è dunque un ottimo investimento nell’arte contemporanea. Le sue quotazioni sono decisamente elevate, superando anche il milione di dollari.

Le sue opere più ricercate sono le Superficie Bianche. Esse rappresentano a pieno tutta la ricerca artistica di Castellani e sono spesso associate agli Achromes di Manzoni. Entrambi, assieme anche a Fontana, sono gli artisti che meglio rappresentano questo particolare e fervido periodo di cambiamento storico e artistico. Sono proprio queste tele monocromatiche di solo colore bianco che nel corso degli anni hanno raggiunto le aggiudicazioni più alte fra le opere di Castellani.

Una delle cifre record è stata quella dell’opera Superficie Bianca del 1967. Essa venne battuta da Sotheby’s a Londra nell’ottobre 2014 e fu aggiudicata per 6.050.512 $.

Riepilogo
Enrico Castellani, quotazioni opere
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Enrico Castellani, quotazioni opere
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Deodato Arte