ESTRATTO | DEODATO ARTE MAGAZINE N°3 | Chiara Camnasio intervista Deodato Salafia

AFFORDABLE E DEODATO ARTE – I “BUTTA DENTRO” DELL’ARTE

Copertina Deodato Arte Magazine N°3
La copertina del numero 3 del Deodato Arte Magazine (Gen-Feb 2017)

Perché il format di Affordable Art Fair può considerarsi vincente?

Guardi oggi la parola chiave è proprio “format”, Afforable Art Fair ha un format, molte altre fiere no. La TV insegna da questo punto di vista, lei se la immagina una trasmissione televisiva senza format? Ecco, non capisco come sia possibile che ci siano fiere d’arte che non hanno un format. Oggi essere specializzati o quantomeno focalizzati è molto importante, in quanto la gente non ha più tempo e vuole sapere quello che trova prima di andarci, un format serve a questo.

Esclusività e accessibilità, un binomio possibile o un’utopia nel mondo dell’arte?

Locandina-AAF-2017
Locandina dell’Affordable Art Fair 2017 – Milano

Guardi la vera utopia è tutta conchiusa nel pensare che l’arte abbia bisogno di una qualche forma di “esclusività”, l’arte è esclusività sempre, perché l’arte è espressione, che è quasi sinonimo di esclusività, inteso come unicità; ma non si confonda la esclusività con la inaccessibilità, l’inaccessibilità nel mondo 2.0  è deprecata. Se l’esclusività è quindi nella ontologia dell’arte è vero che alcune opere possono avere prezzi che spaventano  chi è ancora fuori questo mondo, ecco che il format di Affordable prende senso, è un format pensato per introdurre al mondo dell’arte chi ne sta fuori, invero questo è un grosso aiuto all’arte. Anche la Deodato Arte effettua il 60% delle vendite a chi compra un’opera per la prima volta, sia Deodato Arte che Affordable sono dei “butta dentro” dell’arte.

Perché è così importante creare un’occasione di incontro tra galleristi e grande pubblico?

Il grande pubblico conosce i musei, le fiere d’arte sono una occasione per portarsi a casa un pezzo. Mettere arte in casa è una questione fondamentale per chi almeno una volta si pone il problema del doverlo fare. Se ci pensi lo fai, non puoi non avere arte in casa, non nel mondo contemporaneo quanto meno. Le persone hanno paura ad andare in galleria, spesso non capiscono se le gallerie sono aperte o chiuse, tanto sono buie e con porte blindate, rigorosamente serrate, non ci sono i prezzi esposti. Alla Deodato Arte, come ad affordable i prezzi sono sempre ben visibili e la porta spalancata.

L’anno scorso i fiori all’occhiello dello stand della Deodato Arte sono stati alcuni capolavori della Pop Art giapponese. Ci può svelare i must have imperdibili e il pezzo più esclusivo che la galleria metterà in vendita in fiera in questa edizione?

La star indiscussa dello scorso anno è stata Tomoko Nagao, tenga presente che dopo un anno, per motivi prettamente tecnici e di mercato, i prezzi sono saliti del 35%, chi ha comprato l’artista ad AAf 2016 ha fatto un affare. Nel 2017 avremo nuovi lavori di Tomoko, che lanceremo a prezzi speciali per la fiera in modo da accontentare chi la vuole collezionare, ma con il nostro curatore Gangitano stiamo lavorando per una operazione top secret, dico solo che le keywords sono Street Art e accessibilità.

Deodato Salafia
Deodato Salafia – Galleria Deodato Arte

Per chi si fosse perso lo scorso numero di Deodato Arte Magazine,  può spiegare in due parole perché regalare arte è –in e si “colloca nella fascia alta della percezione della qualità”?

Perché regalare arte significa mettersi in gioco, richiede autorevolezza, gusto, conoscenza della relazione. Inoltre l’oggetto d’arte ci sopravvive, non si consuma e non si usa, resta nel tempo, acquista valore. Non si può dimenticare chi ci ha regalato un oggetto d’arte.

Quali sono i “buoni propositi” per il nuovo anno?

Come accennato sopra inseriremo artisti molto conosciuti nell’ambito street art, rivedremo la componente digital della nostra strategia di comunicazione, rafforzeremo il nostro Magazine cartaceo, apriremo il mercato su un paio di paesi esteri e rivoluzioneremo il nostro approccio B2B adattandolo alle sfide che la nuova realtà economica e sociale ci impone. Stiamo anche valutando di aprire un “pick-up point” a Roma o Napoli. Penso rivedremo anche il brand. Insomma ogni anno si cambia tutto, giusto per non restare indietro.