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Corea del Nord, l’Arte rivela un Paese da scoprire

Kim In Bong, I pionieri di Chollima, cm 75 x 109, Korean Painting

Corea del Nord: stato dell’Asia Orientale, confinante a nord con la Cina e per un breve tratto a nord est con la Russia, mentre a sud la zona demilitarizzata la separa dalla Corea del Sud.

Retto da una dittatura totalitaria di stampo stalinista, il Paese è fortemente militarizzato e la più alta carica amministrativa è quella di Ministro della Difesa. Sono queste le limitate e modeste informazioni che si possono trovare in rete, dopo aver digitato Nord Corea sul motore di ricerca, a parte qualche aggiornamento live proveniente dalle testate giornalistiche online.

“Chiunque sostenga di conoscere la Corea del Nord mente”, dichiarò anni fa uno dei maggiori esperti americani di quel Paese.

Kim In Bong, I pionieri di Chollima, cm 75 x 109, Korean Painting
Kim In Bong, I pionieri di Chollima, cm 75 x 109, Korean Painting

Probabilmente questo è ancora vero, sia per gli Occidentali che per gli Orientali. Le informazioni reperibili online, ormai la fonte principale di conoscenza, sono esigue, spesso contraddittorie quando non del tutto fantasiose. La Corea del Nord non comunica molto di sé all’estero e per gli stranieri l’accesso al Paese è difficile, soprattutto per i giornalisti.

Anche la conoscenza dell’arte nordcoreana è modesta, sebbene, in questo caso, le immagini reperibili online o le rare mostre in Occidente aiutino. In particolare, com’è l’arte contemporanea della Corea del Nord? Quali sono le sue espressioni? Come si pone nei confronti dell’arte globale?

Ri Sok Nam -Good Catch of Mussel - cm 52 x 75, Xilografia
Ri Sok Nam -Good Catch of Mussel – cm 52 x 75, Xilografia

Sono domande alle quali ci ha dato risposta Pier Luigi Cecioni, rappresentante in Occidente del Mansudae Art Studio di Pyongyang, dove operano i migliori artisti del Paese e dove viene realizzata la quasi totalità delle sue principali opere artistiche di ogni genere. Cecioni, che per combinazione è italiano, gestisce anche il sito omonimo dello studio indirizzato all’Occidente.

Con una superficie di oltre 120.000 metri quadri e 4000 addetti di cui 800-900 artisti, il Mansudae Art Studio è probabilmente il più grande centro artistico al mondo. Situato a Pyongyang, la capitale del Paese, venne fondato nel novembre del 1959, sei anni dopo la fine della terribile guerra, che provocò la morte di milioni di persone e rase al suolo quasi tutte le città del Paese. Lo studio è suddiviso in tredici gruppi creativi e vi si realizzano dai dipinti a olio alle sculture in bronzo, dai dipinti a china (Korean Paintings, la pittura tradizionale in Asia Orientale) alle ceramiche, dalle xilografie ai ricami, dai Jewel Paintings ai disegni e altro ancora.

Song Jae Chol - Art Room - cm 150 x 96, Korean Painting
Song Jae Chol – Art Room – cm 150 x 96, Korean Painting

“Il Mansudae Art Studio non è comunque una fabbrica, una specie di catena di montaggio come altri centri in Cina e in altri paesi asiatici e non è nemmeno una scuola, ma un centro di produzione di arte ai massimi livelli, i cui artisti, da poco più di venti a oltre settanta anni, sono quasi tutti laureati in università o accademie”.

La caratteristica immediatamente evidente dell’arte nordcoreana è di essere rigorosamente figurativa: l’esigenza di un’arte astratta o concettuale non è avvertita. Si possono, a grandi linee, distinguere due filoni: uno tradizionale, con soggetti tipo paesaggi, nature morte, ritratti e simili, e uno riconducibile al Realismo Socialista, con toni agiografici, esortativi, che presentano il paese e i suoi aspetti in una luce fortemente positiva e i suoi nemici – soprattutto americani e giapponesi – in una luce fortemente negativa.

“L’artista comunque non è il pedante esecutore di un tema imposto dall’alto, bensì un interprete nell’ambito di un canone o di una tendenza”.

La Corea del Nord ha una sua forma artistica peculiare. Alcuni suoi aspetti ricordano fortemente i Realismi Socialisti cinese e sovietico ma se ne differenziano sia per i propri elementi nazionali sia per il fatto, fondamentale, che i coreani del nord si esprimono genuinamente attraverso gli stilemi del Realismo Socialista e dell’arte figurativa in questo momento e sono gli unici al mondo a farlo. La loro non è una rivisitazione di un genere, ma l’espressione di un’esigenza.

E’ così che l’arte, come spesso avviene, risulta essere un veicolo di conoscenza di un paese. In questo caso di un paese quasi sconosciuto e questo, come sostiene Cecioni, la rende anche uno strumento di pace.

Won Sye Bong - Tiger - 2006 -cm 110 x 90 - Jewel Painting
Won Sye Bong – Tiger – 2006 -cm 110 x 90 – Jewel Painting

In collaborazione con Deodato Arte, dal 12 maggio sarà possibile visionare e fruire delle opere nordcoreane durante la mostra “Corea del Nord, Arte e Tradizioni di un Paese da scoprire”.

La Deodato Arte vi accompagnerà in un viaggio alla scoperta di un Paese di cui ancora poco si conosce, regalandovi la possibilità unica di ammirare dal vivo opere che molto difficilmente lasciano la loro terra natale.

Non è che forse questa volta impareremo veramente qualcosa da un Paese imperscrutabile, ma ricco di potenza artistica ?

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