La galleria è particolarmente attenta alla eredità lasciata dai nostri macchiaioli. Prima di lasciarvi allenostre opere vogliamo ripercorrere
brevissimamente i passi che hanno segnato la nascita e l'evoluzione del movimento degli artisti macchiaioli. Abbiamo scelto tre brevissimi paragrafi di tre differenti volumi che trattano il tema.
Neanche a dirlo, vi consigliamo vivamente i volumi segnalati. Inoltre fino al 5 marzo , al palazzo Ducale a Genova potrete gustarvi la mostra "Romantici e Macchiaioli".
"Solo dopo i moti del 1848, il pubblico si mostra pronto ad accettare l'immagine della realtà.
L'attualità entra in scena soprattutto grazie agli artisti toscani e lombardi che partecipano in prima persona alle guerre di indipendenza e addirittura all'impresa
dei Mille di Garibaldi. All'illustrazione dei fatti di cronaca risale la nascita del grupppo dei macchiaioli, attivi tra Firenze e la Maremma.
Giovanni Fattori è il caposcuola: nelle scene di battaglia non illustra l'episodio eroico ma la confusione e la fatica dei soldati anonimi, delle truppe di retroguardia; più
tardi, ispirandosi alla campagna tirrenica assolata e solitaria, mostra con schiettezza e partecipazione il lavoro dei contadini."
(tratto dal "Grande Atlante della Pittura" Ed. Electa p. 270)
"Macchiaioli vennero definiti alcuni giovani artisti che a Firenze, nel 1860, avevano elaborato un metodo per risolvere la composizione pittorica secondo una
concezione formale basata sul rapporto dei colori, esaltati dai contrasti di luce ed ombra. La "macchia" altro non era se non la netta e essenziale porzione di colore, che,
convenientemente accostata, consentiva loro di tradurre in immagini del tutto nuove il mondo del quotidiano
Furono i macchiaioli medesimi i primi a scrivere della "macchia" e dei valori formali ed etici connessi a questa nell'ambito della cultura toscana all'indomani della Unità di Italia."
(tratto da "I Macchiaioli - Ed. Giunti p.10)
Il fervore patriottico che aveva animato gli artisti macchiaioli tr ail 1859 e il 1860 è deluso dall'assetto politico della nuova Italia unita, anche perchè rimane aperta la ferita del Veneto,
del Trentino e di Roma non ancora liberati.[...]In quegli anni tutta la "passione, entusiasmo, attività febbrile" dei nostri artisti si riversa e si esprime in sedi decentrate rispetto a Firenze: il
litorale di Castiglioncello, dove Diego Martelli aveva ereditato una tenuta e dove ospiterà per lunghi periodi i suoi amici artisti -luogo di incanto per l'intesità delle luci e la purezza dell'orizzonte,
ma anche per il fascinoselvaggio dell'entroterra maremmano -; ma vi è anche una meta molto più vicina a Firenze, il sobborgo di Piagentina.[...]La presenza di Silvestro Lega attirerà altri pittori del gruppo
tanto che si formerà un vero e proprio cenacolo intento a ragionare di ombre, di luce, di colore, ma anche di relazioni con la vita politica, sociale, intima, da cui l'arte non deve essere disgiunta."
(tratto da "Romantici e Macchiaioli" - Ed. Skira (che accompagna la Mostra omonima a Genova, palazzo ducale, fino al 5 marzo 2006)
GLI ARTISTI. Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Serafino De Tivoli,
Giuseppe Abbati, Lorenzo Gelati
Vincenzo Cabianca, Cristiano Banti, Odoardo Borrani, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis,
Nino Costa, Vito d'Ancona, Raffaello Sernesi,
Opere dei post-macchiaioli in galleria
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