Collezione incisioni Pasadena
Pasadena è il titolo con il quale, convencional, reconocer las treinta obras gráficas del artista Giovanni Frangi, per altro ognuna contraddistinta da un diverso titolo. Riduzione, semplificazione, azzeramento sono parole che hanno dominato l’arte contemporanea. Questa evoluzione passa, nell’arte di Frangi, attraverso l’annullamento quasi totale del colore, ridotto al semplice rapporto fra il bianco ed il nero. Nell’azzeramento di Giovanni Frangi non vi è nulla di ideologico, ma il suo costante avvicinamento verso la natura intesa come problema e come oggetto di un’analisi interminabile. Il nero serve, dunque, ad essenzializzare, attraverso delle incisioni trattate dall’artista alla stregua di un disegno.
Desde el punto de vista técnico, queste incisioni sono realizzate con carborundum, ovvero un materiale composto da polvere di silicio, steso su zone trattate con resina epossidica sopra lastre di zinco. La polvere di silicio dà così, al nero inchiostrato, una compattezza che si addensa o si dirada a seconda della quantità di resina sulla quale è applicato, in proporzione inversa (meno resina c’è più è nero e viceversa). Questo fa propendere la critica a considerare tali incisioni ancora appartenenti al campo della pittura vera e propria. (Informazioni tratte dal testo Giovanni Frangi Pasadena, Giorgio Verzotti, Charta editore)
Giovanni Frangi nasce a Milano nel 1959, ciudad donde vive y trabaja. Inizia ad avvicinarsi alla pittura molto presto e conduce i propri studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, de 1978 al 1982. Al año siguiente, la 1983, comienza con la participación en una exposición colectiva dedicada a los jóvenes pintores y escultores en la Rotonda di Via Besana de Milán, dove tornerà con alcuni pastelli per la mostra “Artisti e scrittori”. A questa prima esperienza, fa seguito, nello stesso anno, la sua prima personale alla Galleria La Bussola di Torino. En 1986 è di nuovo la volta di una personale, celebrado en Milán en la Galleria Bergamini, cuyo catálogo contiene un texto del historiador de arte Achille Bonito Oliva.
L’anno successivo entra in contatto con la Galleria Poggiali e Forconi di Firenze, presso la quale tiene diverse mostre monografiche, tutte corredate da cataloghi firmati dai alcuni fra i più noti storici e critici d’arte.
En 1989, primero, decide ir más allá de las fronteras nacionales, exponer en la Galería del abanderado de Berna, donde regresará de nuevo en 1990 y 1992. Seguiranno le esposizioni a: Barcellona (1989), New Orleans (1993), Carmel (1994), Losanna (1995), Hong Kong (1997), Marsiglia (1998), San Francisco (2000), Los Angeles (2001), Pechino (2005), Hanoi (2007) e Francoforte (2008).
Parallelamente alle esposizioni estere, continua la sua attività in Italia. Negli anni Novanta, partecipa alla mostra “Paesaggi italiani” (1992), tenutasi a Palazzo Sarcinelli a Conegliano, nella quale riassume il lavoro svolto fino a quel momento, riguardante la tematica dominante del paesaggio, identificato attraverso la rappresentazione di tangenziali e svincoli autostradali. Poco tempo dopo, ripercorre la storia della sua produzione su carta in una mostra monografica presso la Casa dei Carraresi a Treviso. Espone anche alla XII Quadriennale di Roma (1996) donde, vincendo il premio della Camera dei Deputati, ottiene la possibilità di allestire, al año siguiente, una mostra a Montecitorio, nella Sala del Cenacolo. In questa occasione decide di esporre La fuga di Renzo, un ciclo di dieci tele, le quali sono state accompagnate da un catalogo con testi Giovanni Agosti e Vittorio Sgarbi. Per la prima volta Frangi non pensa a tele uniche e separate, pero en un solo ciclo y es también el comienzo de su colaboración con John Agosti. También, colabora con frecuencia con la Sociedad de Diseño en Milán, dove si tiene anche la mostra “Testori – Frangi – Milano” (1998).
A seguito della vittoria del premio Morlotti, en 1998, organizza la mostra “Demasiado Tarde” a Imbersago, sulle rive dell’Adda. En 1999 tiene due personali, la prima ad Hong Kong presso Catherine Kwai, e la seconda a Utrecht al Contemporary Art Centre di Schalkwijk. También en 1999, presenta per la prima volta il ciclo Il richiamo della foresta, ideato insieme a Giovanni Agosti, presso il Palazzo delle Stelline a Milano. Per l’occasione, costruisce un bosco formato da tredici tele, sorrette da supporti di ferro posti per terra, allo scopo di creare delle quinte teatrali, a través del cual el espectador también puede jugar con la ilusión del naturalismo. Seguida de exposiciones en Milán, Verona e San Francisco.
En 2000, con la “Mostra per l’estate” presso la Galleria Lawrence Rubin di Milano ha inizio l’attività di Frangi come scultore. In questa occasione, de hecho, l’artista presenta una serie di opere di grandi dimensioni fatte di carta.
En 2001, a Los Angeles, espone un ciclo di dodici quadri ispirati ai mesi dell’anno presso la Ruth Bachofner Gallery. Presso il Museo di Villa Panza a Biumo (Varese), en 2004, presenta il suo progetto Nobu at Elba, ovvero un’opera costituita da quattro grandi tele dipinte e da una ventina di sculture in gomma piuma, sulle quali si muove una luce ad intervalli regolari, con l’obiettivo di fornire allo spettatore un’emozione simile a quella che si può provare di notte, vicino ad un corso d’acqua in un ambiente isolato. La genesi di questo lavoro è, también, raccontata attraverso un album di 132 fogli, i quali raccontano la progressiva messa in opera del progetto.
En 2005 a Bolzano, organizza la mostra “Ti ci porto io”, para el que reconstruye una historia de Alpine, y participa en la segunda edición de la Bienal de Beijing. Al año siguiente, torna a Firenze presso la Galleria Poggiali e Forconi, dove apre View – Master, ovvero una sorta di diorama naturale fatto di gomma piuma che si può spiare solo da un buco, como una gran escultura que llena los espacios de la galería. Este trabajo, se expone en el mismo año en Turín, presso il Palazzo della Promotrice, in occasione della rassegna collettiva “Senza famiglia”.
En 2007, Milán, nello spazio del Miart della Galleria dello Scudo presenta il progetto Underwater, costituito da una serie di quadri realizzati su supporti di tele emulsionate e poi dipinte con resine e pigmenti, trattando i soggetti della flora sottomarina.
L’anno successivo espone a Francoforte, donde se enfrenta el tema de las rocas utilizando diferentes técnicas y Udine, donde, Sus grabaciones con la, si concentra sulle piante.
En 2009, per l’Oratorio di San Lupo a Bergamo realizza l’installazione MT 2425 y 2010 espone al MART di Rovereto una grande opera singola ispirata ai giardini pubblici di Milano. A Bergamo, presso il Credito Bergamasco, costruisce Divina – Wallpaper, o doce cuadros con hojas pequeñas que son como empapelar una habitación en el piso y una alfombra de hojas verdaderas.
Le opere di Giovanni Frangi sono oggi protagoniste di numero esposizioni italiane ed estere, destando continuamente l’interesse degli storici e critici dell’arte italiani più importanti.
Quotazioni di Giovanni Frangi e prezzi della galleria
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