Molto probabilmente apparirà nel tuo immaginario quest’opera.

La grande onda presso la costa di Kanagawa, Katsushika Hokusai

La grande onda presso la costa di Kanagawa, Hokusai

Si tratta de La grande onda presso la costa di Kanagawa pubblicata per la prima volta dal pittore giapponese Hokusai fra il 1830 e il 1831.
L’opera ottenne un immediato successo in Giappone e in Europa, fino a diventare portavoce dell’arte e della cultura giapponese in tutto il mondo, soprattutto in Occidente, dove esercitò un fascino tale, che ancora oggi se ne producono rivisitazioni e interpretazioni in ogni campo. Ciò ha permesso che entrasse nel tuo immaginario.

Osservate questa, ora.

The Great Wave of Kanagawa with mc, cupnoodle, kewpie, kikkoman and kitty, Tomoko Nagao

The Great Wave of Kanagawa with mc, cupnoodle, kikkoman and kitty, Tomoko Nagao

Non fa parte dell’immaginario comune.

Quella raffigurata è un’interpretazione contemporanea de La grande onda di Hokusai, sullo sfondo qui non troviamo solo il Monte Fuji, ma anche alcuni fra i più noti brand contemporanei, Mc, Cupnoodle, Kikkoman e Kitty, che contaminano e affollano l’intera opera.

L’artista è Tomoko Nagao, giapponese e l’opera è del 2012.

Dall’opera di Hokusai se ne è fatta di strada, è evidente. Si parla di quasi due secoli di tradizione, sviluppi, contaminazioni, ricerche e studi, che hanno portato alla più nota declinazione dell’arte giapponese, la Pop Art, con le sue diverse espressioni a livello internazionale, come, ad esempio, l’Estetica SuperFlat di Takashi Murakami, ma, per arrivarci, dobbiamo procedere con ordine.

Stiamo per introdurre non una semplice corrente artistica, ma un vero e proprio canone estetico, composto da codici.

Ci troviamo nel Periodo Edo, a metà del XVIII secolo, Edo è l’antico nome di Tokyo, capitale del Giappone, che oggi conta non meno di 36 milioni di abitanti.

Comprendere ciò che è successo in questi anni significa comprendere a fondo ciò che si nasconde dietro a La grande onda di Kanagawa.

Nasce e si diffonde l’idea Ukiyo-e, un’arte dai caratteri urbani e POPolari, che raffigura un mondo moderno, effimero, alla moda e sensuale, da godere nel più breve tempo possibile: parliamo di un’Estetica Fluttuante.

Ed è proprio qui che ritroviamo la figura di Katsushika Hokusai. Conosciuto più comunemente come Hokusai, è considerato uno dei maggiori esponenti del fenomeno artistico-culturale dell’Ukiyo-e, ma una delle sue opere più famose porta un nome che qualunque persona nata dagli anni 70 in poi conosce, i Manga.

Manga viene comunemente tradotto come “schizzi sparsi”, sparsi per tutta la sua vita, infatti la produzione prevede una serie infinita di disegni che vanno dal 1814 al 1878. I soggetti sono vari e vanno dagli esseri umani agli animali, dagli agenti atmosferici alle divinità e, chi più ne ha, più ne metta. Ciò che è certo è che hanno tutti contribuito a formare le colonne portanti dell’arte giapponese.

Manga, Hokusai

Manga, Hokusai

Manga, Hokusai

Manga, Hokusai

La sua fama, però, è riconducibile alla produzione seguente, Le trentasei vedute del monte Fuji, di cui fa parte La grande onda, cui Hokusai si dedica dal 1830.

Trentasei vedute del Monte Fuji, Hokusai

Trentasei vedute del Monte Fuji, Hokusai

Trentasei vedute del Monte Fuji, Hokusai

Trentasei vedute del Monte Fuji, Hokusai

Trentasei vedute del Monte Fuji, Hokusai

Trentasei vedute del Monte Fuji, Hokusai

Ciò che è straordinario e rivoluzionario della sua arte è la riproducibilità, cui Hokusai giunse 130 anni prima di Andy Warhol, 110 anni prima del libro di Walter BenjaminL’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, che oggi ritroviamo attuale con Murakami e Tomoko Nagao.

Cosa c’è di più Pop dell’arte riproducibile? Pensate che al prezzo di un piatto di soba o di noodles (una pizza al giorno d’oggi) all’epoca si poteva comprare una stampa di Hokusai!

Ma il perché ve lo spiegheremo nel prossimo articolo.

 

 

 

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