Pietro Consagra nasce a Mazara del Vallo nel 1920. Dopo aver studiato all’Accademia delle Belle Arti di Palermo, si trasferisce a Roma nel 1944. Qui frequenta Emilio Vedova, Mario Mafai, Pericle Fazzini, Corrado Cagli, Antonello Trombadori, Antonio Corpora e Piero Dorazio.
Nel 1947 assieme a Ugo Attardi, Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Achille Perilli, Giulio Turcato e Mino Guerrini scrive il manifesto, pubblicato nel primo numero della rivista Forma, nel quale questi artisti si dichiarano “Formalisti e Marxisti” e contrappongono alla deformazione di Picasso e al romanticismo metafisico l’astrattismo, l’unico linguaggio capace di rinnovare l’arte.
Consagra contrappone alla tridimensionalità, che viene concepita come un centro autoritario, la visione frontale che permette il dialogo diretto con l’opera. Le sue sculture sono costruite da basi sottili, accostati o sovrapposti, le superfici non sono né lisce né volumetriche.
Durante gli anni ’60, con l’avvento della pop art, Consagra si dedica alla pittura a smalto, per poi approdare a delle sculture colorate, con piani che si frammentano e si gonfiano. Inoltre, sperimenta delle sculture con uno spessore minimo di due decimi di millimetri. Tra i materiali da lui usati nel corso degli anni ci sono: il legno bruciato, l’alluminio dipinto, il bronzo, l’acciaio, il marmo, il cemento armato.
Consagra continua a scolpire, sperimentare ed esporre le sue opere fino alla morte che avviene a Milano nel 2005.
Quotazioni di Pietro Consagra e prezzi della galleria
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