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Domenico Paladino, detto Mimmo, nasce a Paduli, presso Benevento, nel 1948. Il suo precoce interesse per l’arte è favorito dal contatto con lo zio pittore, il quale lo spinge a frequentare il Liceo Artistico di Benevento.
Nel 1964 rimane affascinato dalle opere degli esponenti della Pop Art americana, che ha modo di vedere visitando la Biennale di Venezia.
Nel 1968 tiene la sua prima personale presso la Galleria Carolina di Portici, occasione nella quale ha inizio il sodalizio con il critico Achille Bonito Oliva, che lo affiancherà lungo tutta la sua carriera artistica. In questo periodo l’attenzione dell’artista è volta verso la fotografia, come dimostrato anche dai lavori presentati nella successiva personale alla Galleria Nuovi Strumenti di Brescia.
Dalla fine degli anni Settanta, Mimmo Paladino si trasferisce a Milano, dove trova il giusto stimolo alle sue ricerche artistiche. Sono anni particolarmente vivaci, che vedono un interesse molto forte, da parte dell’artista, nei confronti del disegno e numerose occasioni pubbliche per dare vita alle sue opere. A dominare è la tecnica delle realizzazioni su muro.
Nel 1980 partecipa alla Biennale di Venezia nell’esposizioni “Aperto ‘80” nelle quale viene ufficializzata la Transavanguardia. Le opere di Paladino danno vita ad una mostra personale itinerante che segna l’inizio di un successo di tipo internazionale, che lo porta fino a New York.
Dal 1980 la sua passione per il disegno sfocia in un’altra grande passione, ovvero l’incisione, nelle sue diverse forme. Inoltre, l’incontro con lo stampatore Giorgio Upiglio gli consentirà di ottenere risultati straordinari.
I primi anni Ottanta si dimostrano subito molto ricchi per quanto riguarda le manifestazioni espositive in Italia e all’estero, anche oltre i confini europei. Al 1982 risalgono anche i viaggi in Sud America, in particolare in Brasile, terra dove ha occasione di apprendere la cultura locale e le diverse etnie, intrise di quel primitivismo che lo coinvolgerà completamente, come dimostrano i lavori di quegli anni. Parallelamente, continua ad esporre, soprattutto negli Stati Uniti.
Il lavoro di Paladino consiste nel dialogo intenso e costante tra pittura monocromatica e scultura pseudo figurativa, il cui apice si ritrova nelle installazioni di grandi dimensioni. Dal 1985 il dialogo tra pittura e scultura si fa sempre più profondo e serrato.
Attraverso la partecipazione a numerosissime manifestazioni espositive, italiane ed estere, contribuisce a diffondere gli ideali artistici della Transavanguardia ed il suo lavoro è riconosciuto dalla critica ufficiale.
Nel 1987 realizza anche un progetto per la chiesa di Ghibellina accanto all’architteo Arnaldo Pomodoro, a seguito del terremoto devastante. I lavori della fine degli anni Ottanta vedono composizioni rigorose e semplificate.
Gli anni Novanta si aprono, ancora una volta, all’insegna delle esposizioni personali, collettive e, perfino, la sua prima antologica dell’opera grafica. Paladino è uno dei primi artisti contemporanei italiani a tenere una mostra in Cina, presso la Galleria Nazionale di Belle Arti di Pechino, nel 1994. Sono anche gli anni nei quali comincia a realizzare importanti installazioni ed interventi in spazi urbani. In questi anni, egli lavora anche come scenografo.
Il catalogo generale della sua opera grafica viene pubblicato nel 2001, anno in cui lavora alle illustrazioni dell’Iliade e dell’Odissea pubblicate da Le Lettere di Firenze e realizza anche un’installazione per la stazione della metropolitana Salvador Rosa a Napoli.
Nel 2003, insieme ad altri artisti della medesima corrente, partecipa alla manifestazione “Transavanguardia 1979-1985” presso il Museo d’arte contemporanea del Castello di Rivoli. Seguono, nuovamente, mostre personali, tra le quali una itinerante su Pinocchio ed una dedicata a Don Chisciotte, da lui allestita. Le illustrazioni legate a Don Chisciotte saranno, inoltre, parte di un progetto editoriale. Proseguono, parallelamente all’attività di scenografo, alle mostre antologiche ed alle installazioni. Nel gennaio 2011 realizza la nuova sala permanente del Museo Nazionale Archeologico di Villa Frigerj a Chieti.
Una delle ultime retrospettive, a lui dedicate, si è tenuta a Milano presso Palazzo Reale con la mostra “Paladino Palazzo Reale”, iniziativa che comprende anche l’installazione della celebre Montagna di sale collocata a pochi passi dal Duomo milanese.
Infine, è fra i partecipanti della Biennale di Venezia del 2011 presso il Padiglione Italia.

Quotazioni di Mimmo Paladino e prezzi della galleria

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