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Mario Schifano nasce in Libia, a Homs, nel 1934. Il suo debutto nel modo dell’arte informale avviene attraverso la sua prima personale, nel 1959, alla Galleria Appia Antica di Roma.
È però in occasione della mostra presso la Galleria La Salita, nel 1960, che le opere di Mario Schifano cominciano a destare l’interesse da parte della critica. L’artista, abbandonata la sua prima esperienza nel mondo dell’arte informale, rivolgendo ora la sua attenzione verso i grandi monocromi, grandi carte incollate sulla tela e ricoperte di un unico colore. In questo modo, il dipinto diviene una base, un punto di partenza su quale, qualche anno dopo, andranno a collocarsi le cifre, le lettere e i frammenti della civiltà consumistica.
Nel 1962, Mario Schifano, si trova negli Stati Uniti, dove ha modo di conoscere da vicino la Pop Art ed i suoi protagonisti. Inoltre, egli espone alla Sidney Janis Gallery di New York e alla mostra The New Realist.
Successivamente, nel 1964, è invitato per la prima volta alla Biennale di Venezia, in occasione della quale presenta il suo nuovo modo di operare attraverso cicli tematici. Ad attrarlo maggiormente sono, ancora una volta, le immagini diffuse dai mezzi di comunicazione di massa. Ora, ad occuparsi della sua arte vi sono anche alcuni tra i critici d’arte più noti ed attenti come Maurizio Calvesi, ed alcuni illustri scrittori come Alberto Moravia e Goffredo Parise.
Dal 1967 l’artista presenta al pubblico anche i risultati della sua passione per il cinema, la quale procede sempre parallelamente all’attività pittorica. Fin dalle sue prime esperienze cinematografiche si evince l’attenzione che, come nella sua pittura, Schifano pone nei confronti dell’inesauribile quantità di immagini prodotte dalla società contemporanea.
Dagli anni Settanta, le immagini televisive e cinematografiche entrano direttamente a far parte delle sue tele. Tra gli anni Settanta ed Ottanta prosegue la sua partecipazione a molte mostre importanti a livello nazionale e non solo. È presente, inoltre, alle edizioni della Biennale di Venezia del 1982 e del 1984, caratterizzate da una particolare attenzione da parte dell’artista per il dato naturale, non allontanandosi mai troppo però dalle sequenze di immagini veicolate dai mezzi di comunicazione di massa.
Nel 1990 il Palazzo delle Esposizioni di Roma, in occasione della sua riapertura, gli dedica una rassegna dal titolo “Divulgare”, nella quale espone opere di grande formato realizzate per l’occasione. La sua ricerca nei confronti del mezzo televisivo, inteso quale continuo flusso di immagini capaci di costruire una realtà totalizzante, si fa sempre più forte.
Mario Schifano si spegne a Roma nel 1998.

Quotazioni di Mario Schifano e prezzi della galleria

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