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I biglietti di Leo Castelli

 

Andy Warhol’s Interview

L’interesse di Warhol per l’editoria è da rintracciarsi nel suo modo di concepire se stesso come un’impresa che propone una serie di prodotti culturali: film, romanzi, dipinti, riviste… Infatti, nel 1969 fonda Interview, una rivista underground di cinema, che all’inizio ha una circolazione di poche centinaia di copie. Nel 1975 Warhol acquista la quota dello stampatore e diventa così l’editore della rivista, curandone anche la promozione.
Interview diventa una rivista di tendenza dell’alta società bohémienne. Grazie al suo stile di “sofisticata cretineria” e di autoironia molte star chiedono di comparirvi.
Le copie di Interview che proponiamo sono degli anni ’80, come si può intuire dai personaggi fotografati, e presentano la firma originale in Andy Warhol in copertina.

 

Le copertine discografiche di Andy Warhol

Andy Warhol realizzò la sua prima copertina nel 1949 all’inizio della sua carriera e continuò a cimentarsi nella progettazione di copertine discografiche per tutta la vita. Infatti, attraverso le varie copertine di Warhol è possibile rintracciare l’evoluzione stilistica dell’artista.

I dischi e le copertine che proponiamo noi di Deodato Arte non solo presentano la firma originale dell’artista, ma compaiono anche in due importanti cataloghi:

  • Maréchal Paul (a cura di), Andy Warhol, Les Pochettes de Disques, 1949-1987, Catalogue Raisonné, Prestel Publishing Ltd., 2008

  • Bianca Martinelli, Andy Warhol Music Show. La prima “discografia” illustrata dedicata al genio della Pop Art, Roma, Castelvecchi Editore, 2011

 

Le serigrafie

 

Dollar Bills

Andy Warhol ha ben compreso che il mondo del capitalismo e del consumo di massa ha un solo Dio: il denaro. E le banconote rappresentano il sistema di valori ai quali rimanda il denaro.
Il senso delle banconote firmate si rintraccia anche nel pensiero artistico di Warhol, che concepiva se stesso come una fabbrica e la sua arte come una business art. Non bisogna, però, dimenticare che Andy Warhol voleva rappresentare tutto ciò che era americano. Il dollaro, secondo gli accordi di Bretton Woods (1944), era diventato la valuta principale per gli scambi, sostituendo la sterlina e l’oro. Quindi, le banconote rappresentano anche la supremazia economica e politica americana che si è affermata dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Biografia

Andy Warhol, ovvero Andrew Warhol, nacque a Pittsburg negli Stati Uniti, nel 1928, da genitori slovacchi. Dopo aver frequentato il Carnegie Institute of Technology della sua città natale ed aver conseguito la laurea, nel 1949, decise di trasferirsi a New York, dove iniziò a lavorare come grafico pubblicitario per famose riviste come: “Vogue”, “Harper’s Bazar” e “Glamour”.
Nel 1952 la Hugo Gallery, sempre a New York, ospitò la sua prima personale.
Alla ricerca di continue aspirazioni artistiche viaggiò molto in Europa e in Asia e, dal 1960, iniziò a realizzare i suoi primi dipinti con soggetto immagini pubblicitarie o eroi dei fumetti. Attraverso la tecnica della stampa serigrafia cominciò a riprodurre gli oggetti più comuni ed i volti dei personaggi più famosi, facendone delle “icone”, veri e propri simboli del suo tempo.
Lo strumento del suo successo fu la ripetizione: egli riproduceva su grosse tele la medesima immagine più volte alterandone i colori, sempre molto accesi, in questo modo egli riusciva a svuotarla completamente del proprio significato originario.
Attraverso le sue opere fu in grado di portare all’interno dei musei o nelle mostre più importanti, gli oggetti comuni della vita quotidiana elevandoli, come provocazione, al rango di opere d’arte, secondo le regole della Pop Art.
Andy Warhol decise, dunque, di proporsi come imprenditore dell’avanguardia creativa di massa fondando la celebre Factory, luogo che costituì un vero e proprio laboratorio collettivo per i giovani artisti newyorkesi.
Dal 1963, deciso a provare nuove forme di comunicazione, iniziò la sua avventura anche nel mondo del cinema, producendo due lungometraggi (Sleep ed Empire), ma senza mai abbandonare la pittura, continuando ad esporre a Parigi e New York.
Oltre al cinema, ad attrarlo fu anche il mondo della musica. Dopo aver fallito il tentativo di creare un proprio gruppo musicale, decise di finanziare il primo disco del nuovo gruppo rock dei Velvet Underground, dipingendo anche la celebre banana della copertina.
Nel 1964, per il Padiglione americano alla Fiera Mondiale di New York, realizzò l’opera Thirteen Most Wanted Men, seguita da un’esposizione presso l’Institute of Conemporary Art di Philadephia.
Costantemente attento alla comunicazione e ai suoi strumenti, fondò la rivista “Interview”, allo scopo di occuparsi di cinema, moda, arte e più in generale di cultura.
La fine degli anni Settanta lo videro sempre molto impegnato nel campo espositivo, soprattutto in Europa. Nel 1979 il Whitney Museum di New York organizzò una sua mostra di ritratti intitolata Andy Warhol: Portraits of the 70s. L’anno seguente divenne produttore della Andy Warhol’s TV, trovandovi un nuovo veicolo comunicativo.
Negli anni Ottanta Warhol fu nuovamente impegnato nelle manifestazioni artistiche e culturali più importanti, come la mostra d’arte moderna e contemporanea Documenta a Kassel, in Germania. Furono gli anni nei quali il suo interesse venne attratto dalla opere dei grandi maestri del Rinascimento italiano, tra le opere più celebri Last supper, ispirato all’Ultima cena di Leonardo.
Morì, improvvisamente, nel 1987 a seguito di una semplice operazione chirurgica alla cistifellea.

Quotazioni di Andy Warhol e prezzi della galleria

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