Quest’anno compio 47 anni -sono nato nel 1970- e non so voi ma da come mi ricordo io, sul quando sarebbe dovuto arrivare il futuro….mi pare che ci siaQuest’anno compio 47 anni -sono nato nel 1970- e non so voi ma da come mi ricordo io, sul quando sarebbe dovuto arrivare il futuro….mi pare che ci siamo proprio. Molti film, libri di fantascienza e aneddoti, negli anni ’80, erano basati proprio in questi anni, quelli compresi tra il 2015 e il 2030. Le automobili avrebbero dovuto volare, noi avremmo dovuto conquistare nuovi mondi e guarire da quasi tutto, o forse chissà, addirittura non morire.

Non ricordo, nel mio passato, di come avrebbe dovuto essere immaginata l’arte nel 2017, peccato. In effetti le automobili non volano, ma almeno guidano da sole, in galleria sulla Milano-Genova e in gran parte dell’Abruzzo non prende il cellulare…ma almeno il cellulare esiste, 5000 persone sono morte nel mediterraneo nel 2016, ma almeno abbiamo mandato una sonda su Marte; siamo super esperti di integrazioni aziendale e integrazioni del personale…anche se molto malamente ci capiamo con i nostri vicini che si affacciano sul mediterraneo, diciamo i nostri vicini di ombrellone.

Ma se ormai, da una parte, non ci scuote più troppo un barcone che affonda le speranze ed i corpi di alcuni esseri umani, con i quali ci immedesimiamo poco, dall’altra capiamo subito che il patrimonio artistico distrutto dall’ISIS nel 2016, anche se appunto appartenente ai nostri vicini di ombrellone, era anche nostro, tutto sommato era “noi”, così come il Colosseo a Roma è anche Turchia, America o Francia, pur non essendo loro romani per nulla.

Le etnie fanno fatica ad integrarsi, fanno fatica ad integrarsi anche le economie, per non parlare delle religioni monoteiste, che hanno iniziato un percorso di reciproco dialogo da solo mezzo secolo, dopo il Concilio Vaticano II. Però….non posso non notare come sia invece proprio l’arte ad integrare se non tutto, almeno tanto. In tante case vedo mobili antichi orientali, sculture africane, pezzi della pop art americana o giapponese. Appariamo pronti a respingere una idea, una economia, una fede, ed in generale i concetti diversi dai nostri, ma non l’arte che eventualmente da quei concetti scaturisce.

Allora mi auguro che nel 2017 la galleria d’arte che ho contribuito a fondare abbia come manifesto proprio la esaltazione del futuro visto come emancipazione della filosofia della integrazione; non perché sia giusto o “politicamente corretto”, ma solo perché mi rendo conto che tante ipotesi sul nostro atteso ed ipotizzato futuro si sono manifestate errate, mentre in modo inaspettato, l’arte pare rappresentare un ambiente di accettazione, e forse chissà, contenente molte chiavi utili ad altri campi del vivere.

2016 della Deodato Arte e nuovi propositi
Scrivo per i tanti amici che ci seguono più da vicino, questa newsletter tocca oltre 20.000 persone, mi rendo conto che non tutti ci conoscono da vicino.

Il 2016 è stato un anno eccezionale per la Deodato Arte, non solo per la crescita dei numeri ma proprio per gli obiettivi raggiunti. Intanto con una sola email poco prima dell’estate, abbiamo venduto oltre 20 opere in 24 ore il cui totale ricavato è andato alla Croce Rossa Italiana per i Migranti, grazie a tutti i collezionisti. 
Poi abbiamo fondato un Magazine, che spediamo gratuitamente a 1500 persone, un bimestrale che ci costa molto impegno e soldi, ma una azienda che si occupa d’arte deve anche provare a parlare, ad aggregare, a dare voce, il magazine è realizzato da giovani giornalisti.

Abbiamo realizzato una strepitosa mostra di Pablo PIcasso, abbiamo sdoganato in Italia alcuni emergenti artisti giapponesi ed organizzato una bellissima mostra con grafiche di Murakami. Abbiamo messo in mostra una poderosa collezione di opere Ready-Made realizzate da Christo e Maurizio Galimberti. Abbiamo aiutato artisti del calibro di Tomoko Nagao a realizzare i propri progetti. Abbiamo rifondato l’Archivio Ufficiale di Marco Lodola. Abbiamo realizzato due mostre museali con opere di Andy Warhol, a Brescia e Genova. Abbiamo realizzato due mostre museali di José Molina e ci prepariamo alla prossima mostra presso la Reggia di Caserta. Abbiamo consolidato la nuova sede in via Santa Marta 6, a pochi metri dal Duomo di Milano. Abbiamo realizzato piattaforme software innovative. Abbiamo assunto nuovo personale, abbiamo pagato molte tasse, e quindi aiutato l’Italia,  il paese che ci ospita. Tutto questo senza chiedere un euro alle banche ed in autofinanziamento! Ma soprattutto ci siamo divertiti.

Nel 2017 creeremo la piattaforma per l’eCommerce B2B più innovativa nel settore arte in Europa (e forse anche oltre), per aiutarci a risparmiare benzina e tenere i costi di distribuzione bassi nel B2B. Lanceremo un nuovo entusiasmante progetto legato alla Street Art, realizzeremo strepitose mostre, tra cui una di Mirò. Possibilmente pagheremo ancora più tasse e assumeremo ancora più personale, quasi certamente apriremo un’altra sede.

BUON 2017,  BUONA ARTE, BUON FUTURO!

Deodato Salafia

(immagine in alto, cortesia di José Molina)

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